A volte le più grandi idee non si lasciano scalfire dal passare del tempo, ma anzi anno dopo anno si rinnovano diventando sempre più affascinanti ed attuali. Quest'anno, la geniale idea che vive nel nostro guardaroba, anzi nella nostra scarpiera, diventando un celebre must have compie 80 anni. L'idea nasce da un curioso aneddoto e dall'esigenza del suo inventore Paul Sperry di voler creare una calzatura adatta ad essere indossata in barca senza il rischio di prendere dei rovinosi scivoloni spostandosi tra poppa e prua. La scoperta avvenne osservando le corse del suo cane Prince sul ghiaccio o sul bagnato, notando che la presa delle sue zampe al suolo era ben salda decise di studiare la struttura dei polpastrelli del suo fedele amico e ne imitò il disegno su una suola di gomma per realizzare le sue nuove scarpe. Da quel giorno i mocassini, chiamati anche boat shoes o topsider, sono diventate le calzature chic da indossare in vacanza, ma il passo dalla barca alla terra ferma fu breve, come quello dal guardaroba maschile a quello femminile che ne decretò la calzatura unisex per eccellenza scelta per comodità e praticità. Declinato in infiniti materiali, colori e decorazioni si ritrova quest'anno a festeggiare un'altra ricorrenza che l'ha visto abbandonare i celebri laccetti per sposare il morsetto usato in equitazione, sport tanto caro a Guccio Gucci che gli regala 60 candeline da spegnere. La suola in gomma venne sostituita da un raffinato tacco di pochi centimetri che per le donne a partire dagli anni '60 si alzò ingentilendo la sinuosa figura femminile come quella della divina Sofia Loren. Frida Giannini, celebra la storia del mocassino con morsetto con una mostra al museo Gucci di Firenze, ma per chi volesse investire su questa celebre calzatura ha creato una collezione super colorata chiamata "1953", declinata in diversi materiali come suede, coccodrillo, pitone o super chic in canvas con stampa Flora. Calzature adorate da celebrity come Charlotte Gainsbourg che come la madre Jane Birkin le indossa con grande eleganza, come Alexa Chung che le preferisce alle decoltè per abbinarle ad un grazioso vestito di chiffon di Chanel o come la cantante inglese Pixie Lott che ne possiede un'intera collezione sfoggiandole anche durante i suoi concerti. Prada, Tod's, Hogan, Timberland, Fratelli Rossetti e tanti altri marchi insieme a tanti brand low cost ripropongono i mocassini in un'infinità di modelli, sta solo al nostro estro creativo e al nostro personalissimo stile di interpretarli per i marciapiedi delle città. Perfetti sotto abitini bon ton, sotto i pantaloni capri, sotto jeans skinny o i boyfriend, le ispirazioni sono molteplici; spetta solo a noi l'onore di sperimentare ed indossare l'ouftit perfetto.
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venerdì 19 aprile 2013
Miti di Moda: i mocassini
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lunedì 16 gennaio 2012
Museo Gucci: l'incanto della storia tra realtà e fantasia...
Gli occhi curiosi di un giovane ragazzo divorarono famelicamente l'eleganza dei gesti racchiusi nei viaggi dell'aristocrazia inglese tramutandoli in un'idea che potesse accompagnarli fedelemente nel loro allegro peregrinare. Il giovane sognatore vide materalizzare il suo genio in finissimi capolavori di artigianato come valigie, borse e bauli, dalle sapienti mani dei maestri artigiani nel suo laboratorio nel cuore della bella Firenze. Un sogno che trasformò nel tempo il nome del suo fondatore, Guccio Gucci, in due G intrecciate fra loro, come simbolo di un brand di lusso che sigla e sigilla con materna cura ogni sua crezione, diventando il contenitore dei desideri di ogni donna. Ad un sogno traformatosi in realtà, incastonato tra le meravigliose opere d'arte di Firenze, nel Palazzo dei Mercanti si racchiude la storia della Maison Gucci, raccolta nelle più eccelse e straordinarie opere del Made in Italy. Passeggiando tra valigie, bauli e cappelliere degli anni '60 e '70 quasi si odono i ruggenti motori delle auto pronte a caricare i preziosi bagagli di una giovane e bellissima donna pronta a partire per raggiungere dalla tranquillità della campagna il cuore pulsante della città per immergersi nel quotidiano caos della vita cittadina. Più avanti invece sembra di sentire le urla acclamanti e i fragorosi applausi di un gruppo di fan all'aeroporto in attesa di vedere atterrare l'areo della divina Audrey o la splendida Sofia Loren. In un'altra sala la vanità delle donne si trasforma in estrosi monili con teste di leoni, pochette con serpenti e bracciali con morsetto. E sembra quasi per incanto di sentire una dolce musica in sottofondo nella splendida sala di una villa immersa nel verde e di vedere una donna avvolta nel suo morbido abito di seta che danza sorridente tenendosi stretta al suo cavaliere e alla sua preziosa pochette con logo. Dall'altra parte della sala, invece, sembra che un'altra incantevole signora si congeda momentaneamente dai suoi ospiti per concedersi in un momento il vezzoso gesto di prendere dalla sua borsetta il prezioso portacipria smaltato. Dopo gli sfavillanti gioielli, i miei occhi vengono catturati da un tripudio di colori composti da piccoli e delicati fiori a comporre splendidi bouquet messi al servizio della seta che li racchiude gelosamente in poetici foulard. Disegni ed acquarelli creano un mondo fantastico chiamato Flora, creato dalla fantasia dell'illustratore Accornero per omaggiare la Principessa Grace e riproposto in ogni stagione arricchito di particolari colori e dai simboli della maison. Mondo floreale ispiratore di abiti e accessori e di una fragranza che ne porta il nome. Un bagliore in lontananza rivela nell'oscurità di una sala degli splendidi e principeschi abiti, dove paillettes, piume e drappeggi s'inseguono lungo la silhouette per mostrarsi sui longilienei corpi di famose attrici nei più prestigiosi red carpet. Avanzando nelle adiacenti sale del museo, si viene catturati dal fioco suono di una lunga carezza e alzando il capo gli occhi s'incantano a guardare una proiezione in cui i maestri artigiani con amorevoli tocchi creano le famose borse Gucci. Le loro mani scorrono leggere sui pregiati pellami, intagliano, cucino e intarsiano particolari con l'attenzione e la cura riservata alle cose belle. Pochi passi più in là e sembra di sentire lo sciabordio delle acque di un fiume che scorre lento in un'assolata giornata d'agosto mescolarsi al timido fruscio delle foglie di una grande quercia che vede sotto di sè un'allegra famiglia ridere seduti su plaid intorno ai loro cesti da pic nic. Piatti, posate e bicchieri festeggiano immersi nella natura il brand italiano, mentre un'altra teca di vetro sembra ospitare il fitto fumo di sigari cubani e gli occhi scrutatori e avidi di chi vuol essere il supremo vincitore in una partita di carte. Grandi scrigni di legno o di pelle ospitano, carte, fiches, dame e scacchi per intrattenere gli ospiti durante le cene che le ricche famiglie erano solite organizzare per alleviare dalla noia i loro lunghi week end. Dal vizioso ozio delle partite di carte si passa al dinamismo sportivo di chi ama sfide ben più alte cavalcando con una scarlatta tavola da surf le altissime onde dell'oceano. Pinne nere intarsiate da minuscole G vedono avvicinarsi incuriositi i variopinti pesci dei fondali cristallini di una piccola isola del Pacifico. Il logo del cavaliere è destinato a chi ama salire in sella ad uno splendido purosangue. Ed è l'equitazione lo sport prediletto dalla Maison, autorevole ispiratore dei loghi e motivi scelti per rappresentare le creazioni del brand. E sembra quasi di vedere l'incantevole Charlotte Casiraghi indossare gli alti stivali, accarezzare la criniera del suo cavallo e gareggiare con fierezza indossando sul petto lo stemma Gucci e nel cuore quello del suo nobile casato. Lasciando in sottofondo lo scalpitio degli zoccoli dei cavalli che si ritirano vittoriosi nelle stalle dopo avere ottenuto le ovazioni del pubblico, abbandono sognante le grandi sale dedicate alla storia Gucci, le quali hanno vivamente solleticato la mia fantasia, facendomi immergere in un mondo dove l'immaginazione si è servita del reale per raccontarsi. Sensazioni sognate, immaginate, vissute realmente e con la propria fantasia si mescolano tra di loro per sospendersi magicamente nel tempo oscillando tra passato e presente. Perchè gli oggetti contengono in se il prezioso dono della memoria: raccontando chi le ha ideate, create, portate, vissute, amate e osservate. Ed è questo il vero lusso delle cose belle, il significato gelosamente nascosto tra le curve di due famose G che s'incrociano tenendosi strette in un abbraccio che dura nel tempo incantando da sempre i veri sognatori.
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