sabato 16 aprile 2016

Trend: Ear Jacket. Gli orecchini con un vezzo in più.



Gli orecchini sono gli accessori che più prediligo indossare senza i quali non esco mai di casa, perché mi basta anche solo avere un discreto punto luce sui lobi per sentirmi impreziosita quanto basta anche per andare al supermercato a fare la spesa. Gli ultimi trend ormai non ammettono più che la preziosità degli orecchini finisca solamente sul lobo, ma che addirittura lo oltrepassi sviluppando sul retro un altro ornamento prezioso che sia una continuità decorativa della parte anteriore. L’ulteriore pezzo prezioso si può sviluppare sulla vite stessa o può introdursi come un pezzo aggiuntivo da porvi nel mezzo qualora si volesse dare al gioiello un vezzo in più. Questo tipo di orecchini viene chiamato Ear Jacket, senza dubbio l’evoluzione dei famosi Ear Cuff, di cui ricordiamo i più famosi Tribal Earring di Dior che hanno fatto da apripista al nuovo trend sugli orecchini. Da collezionista di orecchini non potevo non innamorarmi di questi nuovi modelli, che amo indossare anche sostituendo la parte anteriore per avere sempre orecchini diversi e personalizzati. Cristalli colorati, perle, fiori o ornamenti decorativi per rinnovare ogni modello e adattarlo ad ogni occasione. Il modello più prezioso che possiedo è di Swarovski, corteggiato a lungo e poi acquistato alla metà del prezzo agli scorsi saldi. Sono degli orecchini eleganti e discreti, composti da tre pezzi, nella parte anteriore vi è una perla mentre nel pezzo posteriore vi è un cristallo che va inserito prima della vite di chiusura. Il pezzo posteriore è composto da una barretta con due misure, utili per variare l’altezza che si desidera in base anche alla forma del proprio lobo. Gli altri ear jacket che possiedo li ho acquistati da Pimkie, che ha uno stand di bigiotteria sempre fornito e aggiornato agli ultimi trend. Vi consiglio di fare un salto in negozio perchè ci sono dei bellissimi pezzi di bigiotteria ad un ottimo prezzo (poco più di cinque euro al paio!)

Ed ecco la mia piccola collezione di Ear Jacket!








mercoledì 16 marzo 2016

Copia il Look: Kendall Jenner


Tra le famosissime sorelle Kardashian/Jenner, in fatto di outfit Kendall è quella che ama i look più semplici e pratici. Durante la fashion week parigina, per spostarsi da una parte all’altra della città, ha scelto un look essenziale e comodo, ma con dei dettagli in più per non passare inosservata. Come indossare un rossetto scurissimo senza che l’intero look potesse risultare gotico, ma al contrario regalando al proprio stile un effetto  particolare e raffinato. Il merito di questo make up va a Peter Philips che lo ha realizzato per la sfilata Autunno/Inverno 2016-2017 di Dior, ma che Kendall ha voluto indossare anche fuori dalla sfilata a cui ha partecipato per spostarsi tra le strade della ville lumiere lanciando subito il nuovo trend. L’altro particolare è la gigantesca borsa argento di Dior a forma di cartella, un accessorio originale che regala una luce quasi lunare ad un outfit total black. Senza quest’ultimo e singolare accessorio l’intero outfit è facilmente ricreabile con un badget low cost o addirittura affidandosi ai capi basici che sicuramente già possediamo nel nostro armadio. Per quanto riguarda il make up bisogna puntare tutta l’attenzione sull’incarnato che deve risultare fresco e luminoso, accentuando lo sguardo con tanto mascara e scrubbando e idratando bene le labbra prima di applicare un rossetto così scuro, come ad esempio il nuovo Retro Matte Liquid Lipsticolor, nel colore High Drama di Mac Cosmetics.

Ecco le mie proposte per ricreare l’intero look di Kendall. Buon divertimento!

Cappotto, Zara a 69,90 euro.
Skinny jeans, Promod a 39,95 euro.
Stivaletto, Stradiviarius a 39,95 euro.
Camicia, H & M a 9,90 euro.
Borsa, Coccinelle a 275 euro.
Occhiali da sole,  Aviator Ray ban a 149 euro.

Retro Matte Liquid Lipsticolor, nel colore High Drama Mac Cosmetics a 24 euro.

venerdì 4 marzo 2016

Amami per i miei soli capelli biondi...


LittleVi wears: leather jacket Rick Owens, culottes pants Acne Studios, boots Jimmy Choo, bag Fendi.


Marzo è iniziato in maniera frenetica e sarà un mese pieno di novità, di duro lavoro e bei progetti.  A partire dal taglio dei capelli! Non li taglio da ben due anni e sono ormai lunghissimi, tanto che se la notte non li raccolgo in uno chignon s’ingarbugliano così tanto intorno al mio collo che rischio di soffocare! Medito di fare un bel long bob, un taglio bello e pratico, che ben si sposa sia con un’asciugatura liscia e voluminosa che con delle beach waves, le onde morbide e un po’ scompigliate come quelle create dalla salsedine. “Amami per i miei soli capelli biondi” diceva la splendida Marilyn Monroe e infatti, tra le tante idee, c’è anche di rinnovare il colore scegliendo una tonalità di biondo più fredda, ma sto facendo un bel po’ di ricerche per condividerle presto anche nel blog. Inoltre, sto stilando la fatidica wishlist per il mio compleanno, in cui inserirò sicuramente una bella borsa artigianale e un paio di occhiali scuri. Tra i to-do di questo mese c’è sicuramente quello di fare una capatina ad Abilmente, una fiera dedicata alla creatività femminile in cui sbirciare tra stand dedicati al cucito, ricamo, patchwork, craft e bijoux, perché si sa che gli hobbies per una creativa non sono mai abbastanza! Per quanto riguarda le papille gustative spero di trovare un nuovo ristorante giapponese che mi delizi con dell’ottimo sushi e di farmi inoltre, una bella scorpacciata di veggie bagel. Da qualche tempo a questa parte il mio organismo si rifiuta di mangiare la carne e quindi sono sempre alla ricerca di ristorantini che dedichino una particolare attenzione ai cibi vegetariani e vegani. Insomma marzo si preannuncia un mese ricco di cose da fare…


Vi saluto con una nuova illustrazione di LittleVi che pian pianino inizia a scoprirsi per dar spazio ai capi più leggeri da indossare in primavera, ma per questa prima parte di questo pazzo mese ha deciso di scoprire solo le caviglia indossando degli splendidi pantaloni culottes e di rinunciare al cappotto per far posto al giubbino di pelle. 

venerdì 26 febbraio 2016

Beauty: due celebri mascara a confronto



 Il mascara è uno dei prodotti make up per eccellenza, quello che sicuramente ogni donna, anche quella che si trucca pochissimo possiede accanto allo specchio. Ottenere uno sguardo aperto e sveglio e un effetto occhi da cerbiatto è il desiderio di tutte, per questo motivo la ricerca del mascara perfetto è sempre aperta. La pubblicità e i pareri di esperte ed amiche sicuramente ci aiuta a scegliere di volta in volta il nuovo mascara da testare, perché non è facile orientarsi tra la miriade di prodotti che ogni brand sfodera ad ogni stagione. Ed ecco perché oggi vi parlo di due dei più celebri mascara che le donne desiderano e amano. Forse l’avrete già capito da qualche post che sono una persona un po’ controcorrente e soprattutto diffidente, e in generale quando si parla tanto di un prodotto e lo si acclama come portentoso io non ho l’irrefrenabile voglia di acquistarlo, ma al contrario mi si sviluppa una forma di avversione e ne sto ben lontana (capita solo a me?). Quel che mi ha convito a voler provare questi due celebri mascara (dal costo medio-alto) è stato il fatto essere riuscita a trovarli da Sephora in versione mini size. Una piccola e doverosa premessa per capire come ho testato sulle mie ciglia entrambi i prodotti è d’obbligo. I due aspetti fondamentali del test sono l’aspetto delle mie ciglia e l’effetto che personalmente cerco in un mascara.  Le mie ciglia che definirei normali, sono mediamente folte e lunghe e molto scure, ma poco incurvate (soprattutto quelle dell’occhio sinistro!). Il mio mascara dei desideri è un prodotto multidimensionale, pronto a regalarmi un effetto mediamente infoltente e incurvante, ma un grande potere allungante, perché amo le ciglia lunghe che rimboccano la palpebra sorpassando la piega dell’occhio. Ecco cosa penso dei due mascara dopo qualche mese di utilizzo…



They’re Real di Benefit: è uno dei prodotti di punta del brand.  Il packaging cromato è molto carino, la sua boccetta dalla forma allungata è vagamente vintage e gli conferisce un aspetto molto curato ed elegante. Sicuramente un bell’oggetto da tenere sulla vanity table. Lo scovolino in lattice è molto grande e rigido, è composto da setole fitte e corte che si distribuiscono anche sulla punta. La sua formulazione è fluida e anche dopo qualche tempo dal suo utilizzo rimane così senza diventare densa e grumosa. Le sue setole rigide e corte durante la stesura svolgono un ottimo lavoro pettinando perfettamente anche le ciglia più corte dell’angolo interno e quelle inferiori, però questo tipo di scovolino risulta un po’ aggressivo per gli occhi sensibili perchè  la rigidità delle setole risulta pungente e fastidiosa durante la stesura. Ottima la pigmentazione di un nero assoluto, che però è un po’ ostico da struccare, infatti il brand propone uno stuccante creato ad hoc per questo prodotto, anche se un buon bifasico va più che bene. Il tempo di asciugatura tra una passata e l’altra è un po’ lunga per via della sua formulazione liquida. L’effetto finale è di ciglia nerissime e mediamente allugante. L’ effetto volume è scarso,e manca assolutamente l’effetto incurvante, fondamentale per un mascara allungante. Credo che questo mascara sia osannato da chi ama un effetto drammatico, perché con più passate crea un effetto ciglia finte che però risulta grumoso e non privo dell’antiestetico fall out. Il modo in cui credo sia meglio applicarlo è quello di creare un movimento a zig zag alla base per poi pettinare le ciglia fino alle punte con un movimento a bigodino per creare un po’ di curvatura. A questo punto è indispensabile l’ausilio del piegaciglia. Pettinando a lungo le ciglia si ottiene un buon risultato allungante senza stratificare il prodotto che già con una seconda passata risulterebbe grumoso. Voto: 6 e mezzo. Non è sicuramente un prodotto che ricomprerei perché il suo scovolino è estremamente fastidioso durante la stesura e il suo potere allungante tende a creare grumi nonostante la sua formulazione liquida, ma soprattutto è privo di quell’effetto incurvante che permette alle ciglia di stare in posa per tutto il giorno. 


Better Than Sex di Too Faced. Il suo packaging ha una forma classica, ma il suo colore rosa satinato gli regala un’aria decisamente girly.  Il suo scovolino è molto grande e la sua forma è a clessidra da cui parte una fitta schiera di setole classiche. La sua formulazione sin dall’apertura lascia qualche dubbio sulla sua resa finale e soprattutto sulla sua trasformazione e durata nel tempo. Ha una consistenza molto densa, proprio come quando ci accorgiamo che un mascara è aperto da troppo tempo e sta per finire, ma superato lo shock iniziale capiamo subito che la sua formulazione è corposa, ma elastica. Si stende molto bene sulle ciglia grazie alle sue setole lunghe e morbide che permettono di pettinare molto bene le ciglia sin dalla radice, anche se viste le dimensioni dello scovolino bisogna stare attente a non sporcarsi (avvertenza soprattutto le ragazze con gli occhi piccoli). E’ un prodotto particolare, dall’ingannevole aspetto secco e grumoso, ma che si stende in maniera fluida regalando alle ciglia un sorprendente effetto a ventaglio, infoltendo, allungando e incurvando. Rimane in posa tutto il giorno senza sgretolarsi.  Anche con una sola passata si ottiene un effetto sbalorditivo, con più passate l’effetto WOW! è veramente impressionante! Voto: 9. Sicuramente Better Than Sex è un mascara che stupisce e che regala alle ciglia tutto ciò che una donna vuole ottenere da un prodotto solo.

E’ evidente che per le mie esigenze la sfida tra i due la vince Better Than Sex di Too Faced. 
E voi avete scelto il vostro mascara preferito?


sabato 20 febbraio 2016

Trend: Pantaloni Culottes


Ampi, morbidi e comodi i pantaloni culottes sono entrati di diritto tra i must have da possedere nel proprio armadio. Da tempo immemore non eravamo più abituate ad indossare un pantalone che non ci strizzasse come il limone che ogni mattina prima di colazione beviamo per depurarci, e tra skinny jeans e leggings, le nostre forme avevano finalmente bisogno di un po’ di comfort e libertà. La loro linea ad A, parte alta e stretta in vita per allargarsi piano sui fianchi fino a fermare la loro lunghezza sul polpaccio. La tendenza che li ha visti nascere li vuole leggeri e svolazzanti abbinati ad un crop top e ai tacchi alti, ma c’è chi ama abbinarli in versione casual a felpe e sneakers. Il gioco di proporzioni e di abbinamento è fondamentale sia per valorizzare questo particolare capo che la propria figura, soprattutto per chi come me è una petite femme. Dopo la loro versione primaverile è possibile indossarli, grazie a tessuti più pesanti, anche in inverno abbinandoli a collant coprenti e stivali alti fino al ginocchio o a delle stringate maschili. Da chi trarre ispirazione per convincersi ad acquistare questo bellissimo capo d’abbigliamento? Ad esempio, da Olivia Palermo che ama abbinarli a dei blazer, spesso strizzati in vita con una cintura in pelle, oppure da Victoria Beckham che li indossa con dei semplici dolcevita in lana, o da Miroslava Duma che gioca sulle diverse tipologie di tessuto indossando dei crop top in pelle o dei leggerissimi top in seta o ancora nella versione sportiva con sneaker Stan Smith indossati da Kendall Jenner.
Ed ecco che con una semplice carrellata di look, la versatilità di questo capo risulta facile e pratica. E dopo aver scelto il vostro abbinamento preferito siete pronte per un bel giro di shopping!












domenica 14 febbraio 2016

Racchiusa in uno sguardo...


LittleVi wears: dress Dolce e Gabbana, shoes Gianvito Rossi.


"Quella sera ero bellissima. Lo so, perchè lo vidi nei suoi occhi"
                                                                                     
                                                                                                                         Nuala O' Faolain

La vera bellezza è racchiusa lì: nello sguardo di chi ci ama. 
In quello spazio emozionale in cui si diventa 'noi' e dove si dischiude tutto l'amore possibile. 

                                                             

mercoledì 27 gennaio 2016

Armadio perfetto: mini guida ai capispalla invernali



"Nessun uomo ti farà sentire protetta e al sicuro come un cappotto di cachemire e un paio di occhiali neri". 
                                                                                                                                                         Coco Chanel

La nostra amata Coco aveva ragione, un bel soprabito non è altro che un lungo abbraccio che ci tiene calde e accoccolate fino ai primi tepori primaverili. E come tutte le più belle rivoluzioni della moda femminile anche lui è stato rubato al guardaroba maschile per essere adattatto nel corso dei decenni alle esigenze del gentil sesso. L’acquisto di un cappotto di buona fattura è un investimento a lungo termine che non conosce il rincorrersi di fugaci mode, tanto che un film del 1952 “Il Cappotto” ne celebra il pregio e soprattutto il desiderio di possederne uno. Prima del 1900, mantelle e cappe, erano i capospalla per eccellenza, ma negli anni’30 la voglia di un capo pratico lo introduce come passepartout per la vita di tutti i giorni. Gli stilisti inventano così l’evening coats, Balenciaga crea un capo dalla forma ampia, mentre Dior lo stringe in vita con una cintura. Solo nel ’51 il cappotto diventa un capo acquistabile da tutti grazie ad un brand che ancora oggi è conosciuto in tutto il mondo per la qualità di questo capospalla, dall’idea di Achille Maramotti nasce Max Mara. L’anno d’oro per questo brand però è il 1981, quando viene creata l’eccellenza del cappotto femminile con il modello 101801. Un caldo cappotto in cachemire, color cammello, lungo esattamente 120 cm e con ampie maniche a kimono che posso comodamente essere risvoltate. Capo iconico delle donne in carriera degli anni ’80 e delle dive del cinema. Nel corso degli anni e delle mode, il cappotto si è arricchito di particolari come cappucci o colli in pelliccia, è rimasto a tinta unita o colorato con stampe check, lavorato con pregiato cachemire, con tessuti tecnici o imbottito di piume d'oca. Ha conosciuto diverse lunghezze e ampiezze, geometrie e drappeggi, nuovi nomi e definizioni, rimanendo sempre elegantemente fedele alla sua funzionalità calda e comoda. Su di lui sono stati inventati un'infinità di modelli che hanno sempre tutti interpretato questo capospalla come l’eccellenza dell’inverno.

Per avere un armadio invernale variegato e versatile ecco una carrellata dei soprabiti che ogni donna dovrebbe possedere. 
Il mio modello preferito è il cappotto in lana con forma ad A, lungo fino al ginocchio con maniche a tre quarti, tres chic!



Cappotto: o paltò, è il soprabito invernale per eccellenza. E’ un capospalla lungo e dal taglio classico, con ampi revers, lavorato con un tessuto pesante che spesso è la lana. E’caratterizzato da una linea dritta e per gli uomini è il capo ideale per essere portato sopra la giacca.


Cappotto Cammello: Elegante e prezioso nella sua perfetta sfumatura caffelatte, regala un look sofisticato. Cammello, però non è solo il colore che identifica il capo, ma anche il materiale che realmente lo compone ovvero il pelo del cammello. Il pelo di questo animale è una fibra preziosa, che cade naturalmente, e una volta spazzolato l’animale e scelto il pelo migliore si lavora per dar vita a questo straordinario e caldo capo. Se sull’etichetta si trova la sagoma del cammello vorrà dire che è un pezzo pregiato.


Cappa: è un cappotto medio-lungo con allaccio sul colletto, può essere dotato di cappuccio. Generalmente come un moderno mantello è sprovvisto di maniche, ma per una questione di praticità spesso è dotato di fessure verticali per far uscire le braccia.


Caban: è un cappotto di lunghezza medio-corta in panno blu, utilizzato prevalentemente come capo militare. Ha una classica linea ad A, con baveri grandi, tasche verticali e chiusura a doppiopetto con grandi bottoni.
Ecopelliccia: è un cappotto su cui vengono filate fibre naturali come il cotone o sintetiche acriliche tessute su una maglia fitta che poi saranno tinte e pettinate. Nasce negli anni '60 per sostenere la causa animalista e ambientalista e per ottimizzare la distribuzione di un capo dall'apparenza lussuoso in un capo economico.

Montgomery: è un cappotto di lunghezza media, dotato di cappuccio e con allacciatura ad alamari. Nacque in campo militare, utilizzato in marina, per la sua funzione di protezione dal vento e dalle temperature rigide. Prese il nome da un generale inglese, anche se nel resto del mondo è meglio conosciuto come Duffle Coat.