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mercoledì 19 marzo 2014

Portrait of an artist: Frida Kahlo icona d'arte e di stile


Niente come la trasformazione e la trasposizione di un pensiero in pennellate di colore su una tela bianca mi emoziona di più.  E' un'estasi per gli occhi, osservare come dalla punta di un pennello prende forma il mondo interiore di un'artista. E per vedere lei, Frida Kahlo, non sto più nella pelle.

Storie di vita vissuta ed immaginata intrise sulla tela con piccole pennellate a raccontare momenti che si cristallizano nella sua esistenza, sulla tela e nell'immaginario collettivo idolatrandola come una grande artista del Novecento. Opere come diari pittorici in cui Frida mostra attraverso il simbolismo la sua vita in cui ricordi felici e dolorosi si rincorrono sulle tele tra la meravigliosa natura messicana e la frenesia della vita newyorkese. Un amore assoluto e tormentato con un grande artista, Diego Riveira, impresso nella sua testa e nel suo cuore, e la doppia guerra di combattere con lui e contro di lui genio e sregolatezza e tradimenti.  Un terribile incidente stroncò l'energia fisica della pittrice nel fiore della sua giovinezza  costringendola a lungo nell'immobilità, ma non scalfì mai la sua forza interiore. Un grande letto a baldacchino munito di specchio fu il suo fedele compagno in un mare di dolore e solitudine che nonostante tutto la motivò a scrutare bene la sua immagine fisica ed interiore permettendole di iniziare a coltivare la sua arte attraverso degli autoritratti. Il suo talento l'avvicinò al grande amore della sua vita, Diego Riviera, perdonando anche il suo tradimento con la sorella. La perdita di un figlio desiderato e un amore così grande da voler donare, la portò a crescere come figlie le scimmiette che aveva adottato e che spesso dipingeva nelle sue tele. Il folclore messicano s'insinuò nelle sue opere e nella sua immagine facendola diventare attraverso autoritratti e foto un'indiscussa icona di stile, manifesto dell'arte, della moda e del femminismo. Uno sguardo inconfondibile contornato da folte sopracciglia sono diventate lo status symbol di un'icona unica per stile e arte. I suoi lunghi capelli corvino intrecciati e contornati da fiori colorati sono sempre un'inesauribile fonte d'ispirazione per il mondo della moda. Numerose passerelle e shooting fotografici si sono ispirati a lei e al colore del suo amato Messico susseguendosi inesauribilmente anno dopo anno. Il suo stile ecclettico con cui modificava e adattava i vestiti al suo corpo dolorante, le permise di creare uno stile personale con cui riuscì a camuffare i suoi difetti fisici. Indossava sempre dei corsetti per placare i dolori del rachide, gonne lunghe  e calzettoni per la gamba destra colpita in tenera età dalla polio e un tacco più alto per il piede destro per migliorare la sua andatura. Colori e texture erano il suo modo per nascondere le imperfezioni ed esaltare allo stesso tempo il suo spiccato senso estetico e la sua caparbia personalità. Numerosi libri scritti citando i suoi diari. Anche la bellissima canzone dei Coldplay "Viva la Vida" si ispira alla sua ultima opera. 

Una mostra che attendo da tempo, un'emozione che corre sul filo dei giorni e finalmente Frida sarà a Roma, ed io sarò pronta ad incantarmi davanti ai suoi diari pittorici. Alle Scuderie del Quirinale dal 20 Marzo al 31 Agosto 2014.





sabato 1 ottobre 2011

Passi d'arte nella Città Eterna


Generosa, solare, sincera e accogliente la città eterna mostra il suo volto al mondo intero incantandolo da sempre con i suoi piccoli scorci, con le  immense vedute, con gli imponenti monumenti che si spalancano in tutta la loro magnificenza davanti agli occhi e con i piccoli tesori nascosti che aspettano di essere cercati per svelarsi. Ripercorro ogni giorno passi di altre vite che fugacemente lasciano un’impercettibile traccia di sé sui sentieri ricoperti di sanpietrini, dove una magica aura si diffonde nell’aria, oscillando costantemente tra antichità e presente. Affollata e rumorosa, l’aria lascia spazio all’ascolto dove ogni cosa intorno ha qualcosa da raccontare. Nel nome di questa città riecheggia la parola amore che intrecciandosi con il mio che racchiude in sé la vita  continua a regalarmi un inossidabile sodalizio che dura ormai da quasi dieci anni. Due anime, le nostre, unite per l’Amore e per la Vita, con la crescente voglia di arricchirsi nutrendosi di arte proveniente da altrui vite. Vite nate per creare un quadro, una pellicola, un vestito, una fotografia, una borsa, un oggetto. Nate da chi ha fatto del proprio amore lo scopo di una vita, trasformandola in qualcosa di unico e speciale. Ed è così che alla scoperta di quest’amore, percorrendo le vie della città, mi lascio guidare dai loro passi. Pareti bianche incorniciano immagini dove la maestria di un raffinato fotografo svelano l’amore  per la bellezza, raffigurando donne vestite di moda o semplicemente del proprio corpo. Una teatrale comunicazione, quella di Mario Testino, che passa dalla pelle alla stoffa, dalle patinate pagine della Bibbia della moda alle maison più celebri, con una classe raffinata mista ad una sottile ironia. L’intero star system è stato immortalato dal suo personale obiettivo, ma il suo indissolubile legame professionale e personale rimane fedelissimo alla sua musa ispiratrice Kate Moss.


Spostandomi poco più in là, l’odore della pelle pervade l’aria, nel silenzio delle sale si ode il fruscio del filo cerato che le pazienti mani di artigiani percorrono sui preziosi dettagli che andranno a comporre una borsa, un altro suono vi si unisce. Sono passi di cavalli al galoppo che per pura fantasia di un collezionista grazie ad una sella alata possono trasformarsi in mitologici Pegaso. Ticchettii di orologi segnano il tempo di un viaggio lungo 174 anni in cui agende, portadocumenti e valigie ne conservano intatti i ricordi. Scrosci crescenti di flash e folle acclamanti traspirano tra le cuciture di due celebri borse, raccontando la storia delle loro proprietarie: due icone, Grace Kelly e Jane Birkin. Viaggio e tempo racchiudono in sé il valore della memoria e delle piccole cose preziose che rendono importante un nome tra tanti: Hermes.


 In un altro angolo della città, una foto ritrae dolci e sognanti occhi nascosti dietro grandi lenti scure che  ammirano, all’alba di una giornata qualunque a New York, lo scintillio di una celebre vetrina, dentro la quale come uno scrigno si racchiudono i desideri di ogni donna. Mezzo secolo è passato da quando ognuna di noi, sospirando, ha posato insieme all’incantevole Audrey gli occhi su meravigliosi gioielli, gustando un fragrante croissant facendo Colazione da Tiffany. Immagini intime e private amorevolmente donate dal figlio al suo fedele pubblico, rivelano la vera essenza di colei che è stata capace di diventare in punta di piedi una icona di stile. Foto, video ed abiti parlano della sua persona attraverso scatti rubati alla vita dei set di cui è stata protagonista e a quelli rubati nel suo personale quotidiano. Fotogrammi che fanno rivivere la sua innata classe e il suo cuore generoso.

 
Percorrendo altri passi ci s’imbatte in un’ altra vita in cui la forza della spiritualità viene rivelata in vigorose pennellate rigorosamente composte da colori primari a formare delle griglie di rettangoli. Apparentemente semplici i quadri di Mondrian, in realtà nascondono la profonda ricerca dell’armonia perfetta, racchiusa nell’ estetica dell’essenzialità delle forme. Tele ispiratrici che hanno influenzato anche il genio creativo della moda Yves Saint Laurent che negli anni ’60 le utilizzò come stampe per i propri vestiti, ed oggi sono state rivisitate anche sulle idolatrate calzature di Louboutin. Passi di geniali personalità si sfiorano, s’incrociano e si susseguono gli uni dopo gli altri per le strade della città, incrociandosi con quelli del mio personale sentiero, sul quale spesso mi soffermo ad ammirare e catturare la magia che Roma, attraverso i suoi ospiti, continua amabilmente a regalarmi.
“Todo o nada” di Mario Testino a Palazzo Ruspoli dall’8 luglio fino al 23 Novembre.
“L’essenza del cuoio” di Hermes al Chiostro del Bramante dal 21 settembre al 2 ottobre.
“Audrey a Roma” di Audrey Hepburn all’Ara Pacis dal 26 ottobre al 4 dicembre.
“Armonia Perfetta” di Piet Mondrian al Vittoriano dal 7 ottobre al 29 gennaio.



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